Ponte del 2 giugno 2013 a Firenze

- Firenze Viva

Ponte del 2 giugno 2013 a Firenze

Il fascino eterno della Culla del Rinascimento è sempre un ottimo motivo per visitare la città di Firenze, specialmente in occasione del Ponte del 2 giugno 2013 quando la città, accanto alla consuetudinaria grande offerta culturale, offre emozionanti rievocazioni storiche e occasioni di approfondimento culturale intelligenti e innovative.

La ventesima edizione della ormai leggendaria Festa Medioevale di Malmantile (FI) è un esempio di come la socialità fiorentina, spesso per gioco, riesca a tener viva l’anima di un territorio riuscendo ad attualizzarne la storia con intelligenza e ironia. Giullari, donzelle in abiti d’epoca, personaggi in costume, saltimbanchi e musici sono i protagonisti di questa festa che, nata per caso ad opera di un gruppo di giovani che volevano ricreare l’ambiente tipico di un borgo medievale, permette di assaporare la solenne atmosfera medievale anche grazie alla struttura del borgo di Malmantile, un piccolo gioiello che conserva ancora intatte le proprie mura originarie.

La cultura in riva all’Arno non manca mai e, oltre ai tanti e famosi musei fiorentini, meta preferita delle orde di turisti che – giustamente – provengono dai più disparati angoli del globo per ammirare le meraviglie del Rinascimento, Firenze offre anche occasioni più “particolari” e innovative, come la mostra di Aleksandra Zurczak e Francesco Chiacchio, Il segno come racconto, visitabile fino al 20 luglio alla galleria Il Ponte. Curata da Andrea Alibrandi, l’esposizione presenta il lavoro di due artisti trentenni attraverso una serie di opere il cui elemento unificante è quello di usare il segno grafico come racconto. Fondamentale ed esemplare nel lavoro dei due giovani artisti è l’utilizzo di contrasti tra bianco e nero, che si stagliano su carte vissute fin quasi a costituire delle vere e proprie forme scultoree.

Horne & Friends. Firenze un sogno da salvare. È questo il titolo della mostra in atto al Museo Horne fino al 7 dicembre. Curata da Elisabetta Nardinocchi e Matilde Casati, l’esposizione ripercorre per la prima volta la storia di Herbert Percy Horne, ricostruendone anche alcuni aspetti poco noti legati alla formazione del raffinato personaggio inglese, conosciuto perlopiù come studioso del Rinascimento e collezionista. 

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